Altezze e Volumi (risposta al commento di “Bengio”)


Riferendomi al commento lasciato da Bengio su “Hello World“, ho ritenuto giusto fare alcune considerazioni. Come in ogni cosa tutto ciò che sembra logico, spesso è contraddetto dalla realtà stessa. Nel caso dell’altezza degli edifici, il problema che Bengio solleva è affrontato dagli appassionati di ambiente e territorio, stranamente in maniera opposta, cioè, la tendenza è quella di realizzare edifici sempre più alti. La ragione è molto semplice. Dal punto di vista tecnico ciò che determina le dimensioni che un nouvo piano urbanistico deve assumere, è la previsione, nell’arco di un decennio, del numero di abitanti. Determinato quindi in questo modo l’incremento di popolazione, si passa ad una fase di puro calcolo matematico.

Si parte dalla quantità di superfici per spazzi comuni (parcheggi, verde attrezzato, spazi per il culto, per lo sport, ecc.) per ogni abitante in più. In questo caso la legge fissa dei minimi inderogabili, quindi che a discrezione delle locali amministrazioni, possono anche essere aumentate. Attualmente tale minimo è fissato in 18 mq/abitante.

Quindi si calcolano i nuovi volumi che serviranno a dare un alloggio ad ogni nuovo abitante previsto. Ovviamente, poichè il volume non è altro che il prodotto tra la superfice occupata e l’altezza dell’edificio, è chiaro che a parità di volume, edici più alti occupano meno territorio che non edifici più bassi.  Per meglio chiarire il concetto, basta fare un esempio molto semplice. Dovendo realizzare un volume di 4.800 metri cubi, con un unico edificio che sviluppa in pianta una superficie di 200 mq, basterà dare a tale edificio un’altezza di 24 m., equivalente a otto piani. In questo modo si occuperanno solamente 200 mq di suolo, il che vuol dire che tutto il resto servirà come parcheggio, verde ed aree comuni. Se invece pensiamo di distribuire i 4.800 mc su 16 villette che occupano in pianta una superficie di 100 mq ciascuna, queste saranno tutte costituite da un solo piano (3 m di altezza) il che comporterà l’occupazione di 1.600 mq di suolo, a discapito di verde, parcheggi e spazi comuni. E’ tutta una questione di buon senso.  

   Purtroppo, in queste cose non è possibile far riferimento a ciò che è accaduto e/o accade ad Orta. Qui infatti Benchè tutti affermino che l’incremento edilizio (e di conseguenza quello demografico) sia stato contenuto nei limiti delle previsioni del PRG vigente, si è assistito ad un fenomeno anomalo e significativo. Sfogliando la relazione tecnica a corredo del PRG (che, tra le altre cose, ne spiega le modalità con cui si è proceduto al calcolo dei nuovi vani da realizzare) a pagina 22 si evidenzia il parametro essenziale alla impostazione del piano stesso. Infatti con  Pn è indicata la popolazione prevista per Dicembre 2007 (data che ancora non è arrivata) ed il valore per questo dato è di 13.656  abitanti . Per sentito dire, ad oggi (Aprile 2007), abbiamo già superato i 18.000 abitanti, il che è indice di un determinato fenomeno:

o si è costruiti più del doppio rispetto a quanto previsto dal PRG;

o i nuovi alloggi realizzati sono stati acquistati come una sorta di multiproprietà da due o tre famiglie insieme. 

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