Il sacco di Orta di Atella


Finalmente qualcuno (un Senatore della Repubblica) che inizia a chiarire con precisione come stanno le cose per quanto riguarda i tecnici di Orta di Atella. Nella sua interrogazione, infatti, il sen. Novi di F.I. precisa che complici del gruppo affaristico presente sul territorio di Orta sono le istituzioni, il consiglio comunale e “noti studi professionali”. Dove, a mio avviso, per “noti” si intende alcuni e non tutti come erroneamente si sottolineava ad Orta.

Dal manifesto blu apparso ieri tra le strade del paese, si percepisce una leggera nota di disappunto nel fatto che il senatore, “generalizzando e cogliendo nel mucchio”, coinvolga l’intero consiglio comunale. Sarebbe quasi il caso di affermare “chi la fa l’aspetti”.  Ma l’occasione è propizia per rimandare al mittente la risposta n° 24 apparsa il 2 Marzo tra i commenti di Saturnonet.it di un utente che si firmava G. M., in risposta al mio articolo “Utopia di un cambiamento”:

Sai quanti usciranno tra poco e proclameranno a gran voce che loro erano contro, che loro non erano d’accordo e che addirittura una volta alla festa del regime hanno fatto una puzzetta di dissenso se non addirittura un ruttino per esprimere tutta la loro contrarieta’. E’ vero generalizzare è sempre un errore ma nel caso dei POLITICI di Orta quello che sono stati capaci di combinare rimarrà indelebile per decenni. Purtroppo. E quelli che non lo hanno fatto e’ stato solo perchè il potere non li ha inseriti nella bicchierata. E vi garantisco che avrebbero fatto carte false per entrarci. Tutti.”

Non è affatto mia intenzione farne un caso personale, ma penso sia bene cominciare ad apprendere le lezioni che la vita ci offre quotidianamente per evitare di ripetere in futuro gli stessi identici errori che ci conducono oggi alla necessità di cambiare registro.

Il mio disappunto nasce dalla constatazione del fatto che tutta la classe politica Ortese sia miope nei confronti di quelle piccole follie commesse da chi pur di non piegarsi a certe logiche perverse, pur di rimanere un uomo libero da condizionamenti e ricatti, è stato costretto ad accettare un esilio professionale e materiale imposto dalla totale assenza di tutela e dall’emarginazione nella quale si piomba una volta effettuata una tale scelta. Voi politici sembrate essere preoccupati quasi esclusivamente della distruzione del territorio che si è verificata. È un qualcosa di spregevole è vero, ma vi assicuro che questo è niente. Il peggio è ciò che si è distrutto negli animi della gente, soprattutto dei giovani di questo paese. Dei sogni che si sono infranti, i desideri, le speranze, le ambizioni, la voglia di vivere una vita libera e totalmente indipendente. L’entusiasmo, la voglia di costruire un futuro migliore. Tutto distrutto insieme al territorio. E di questo sembra non interessarsi nessuno. Dove è la classe dirigente del futuro? A chi passerà il testimone questa generazione? Chi non ha resistito, è scappato. Chi è rimasto è totalmente sfiduciato da un clima di indifferenza e menefreghismo. Si è persa finanche la fiducia nelle capacità dei propri figli a tal punto che molti pur di assicurare a questi un futuro più roseo, li ha zittiti, li ha messi da parte, gli ha negato la libertà di voto, il diritto di parlare, li ha resi schiavi di un “sistema” nato dall’avarizia e dalla lussuria. La libertà è stata svenduta al migliore offerente. E questo sarebbe il futuro più roseo?!

Chiedo scusa per questo mio sfogo, ma è lo sfogo di rabbia di chi ama troppo la terra dei propri avi saccheggiata e devastata con inaudita barbarie.

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