ItaliaNostra: quale futuro per i centri storici?


FONTE: Agoramagazine.it

“Il centro storico è da considerare come un unitario bene culturale, un monumento da tutelare, da conservare integralmente nella sua delicata struttura edilizia ed ambientale, stratificata nei secoli”. ( Antonio Cederna)

lunedì 17 dicembre 2007 di Teresa Liguori
casapuzzano

A distanza di cinquant’anni dalla sua fondazione, ItaliaNostra continua il suo impegno a difesa dei beni culturali (1), affinchè questo grande patrimonio di arte, storia, tradizione, natura sia conservato integralmente per le generazioni future, come sancisce la Costituzione italiana (2). L’associazione ritiene infatti che il profitto economico a breve non può venire prima dei valori fondamentali della salute, della cultura e dell’ambiente e che le leggi del mercato non sostituiscono le leggi dell’etica e della civiltà.Succede infatti che si vanno rallentando i vincoli di tutela e di salvaguardia del patrimonio culturale ed in particolare dei centri storici in Calabria, oggetto di maldestri interventi di restauro ovvero abbandonati in un grave stato di incuria, arrivando a perdere anche il proprio tessuto sociale.Molti tra questi borghi rischiano di perdere la loro “anima autentica”, il “genius loci”, tra cementificazioni, finte “riqualificazioni”, cambi di colore, sopraelevazioni, che stanno stravolgendo l’aspetto autentico e l’armonia originale dei luoghi…
…Per approfondire il tema della tutela e recupero dei centri storici e per promuovere un confronto tra esperti, accademici ed Istituzioni ItaliaNostra ha deciso di organizzare tre Convegni nazionali, che si terranno nel corso dell’anno 2008. Per la Calabria, la sede prescelta è Rossano, famosa città bizantina con un rilevante centro antico, la cui attuale Amministrazione Comunale, sensibile al problema della tutela dei beni culturali del suo territorio, si è offerta di organizzare il convegno insieme ad ItaliaNostra ed all’associazione Roscianum.

Il problema della conservazione dei centri storici viene da lontano, dagli anni ’50 e ’60, quando in Italia cominciarono i primi sventramenti dei centri antichi.Da allora in poi ItaliaNostra ha proseguito il suo impegno nel dibattito culturale nazionale e locale, promuovendo iniziative e convegni, e cercando di convincere le amministrazioni comunali a prevedere normative particolareggiate per i centri storici nei piani regolatori comunali.
Antonio Cederna, consigliere di ItaliaNostra, urbanista, sempre in prima linea nella difesa dei centri antichi, nel suo memorabile intervento al Convegno di Napoli “I centri storici nella città contemporanea”, organizzato da ItaliaNostra nel 1995, sosteneva che la città antica deve essere considerata come… “un complesso ed unitario bene culturale, partecipe del patrimonio storico ed artistico della nazione, un monumento da tutelare, da conservare integralmente nella sua delicata struttura edilizia ed ambientale, stratificata nei secoli”. Come bene culturale, dunque, il centro storico è patrimonio di tutti i cittadini, comprese le generazioni future. Ed inoltre… “Queste le radici di ItaliaNostra, i principi indiscutibili, immutabili, perenni da qui all’eternità. Da acquisire in questo Paese in cui nulla è dato per acquisito, e dove le cose ovvie, che dovrebbero essere patrimonio comune, vengono messe in discussione”……….
Altri problemi affrontati da Cederna erano quelli della funzione del centro storico nel quadro della pianificazione urbana, della mobilità, del mantenimento del tessuto sociale, ed i criteri di risanamento conservativo e del restauro come fonte di nuova occupazione e di lavoro qualificato. Palese la preoccupazione di ItaliaNostra alla lettura dei dati provenienti dai Questionari sui Centri storici promossa in preparazione al Convegno di Napoli. Si evinceva, infatti, che la popolazione nelle città antiche era dimezzata, che le attività tradizionali, di artigianato, di commercio al dettaglio ed altre, stavano scomparendo e che il traffico diventava sempre più caotico per la mancanza di parcheggi oltre che per l’inquinamento acustico ed atmosferico. In poche parole, la vivibilità non era di buon livello. Da allora sono trascorsi 12 anni, ma la condizione di vita nei nostri centri storici è, se possibile, peggiorata di pari passo con la loro tutela e salvaguardia. Ad essi, purtroppo, non è stato ancora riconosciuto un ruolo primario dall’ordinamento ed è pure ignorato, come afferma Giovanni Losavio, presidente nazionale di ItaliaNostra, dal Codice dei Beni Culturali del 2004, che si limita a riconoscere… “nelle pubbliche piazze,vie, strade, e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico- i caratteri di bene culturale, come elementi essenziali che definiscono la morfologia urbana al pari delle strutture dell’edificato”…
A distanza di 50 anni dalla storica lettera degli architetti di ItaliaNostra del 1957, preludio alla Dichiarazione finale approvata all’unanimità a conclusione del Convegno nazionale per la salvaguardia e il risanamento dei Centri storici, conosciuta come la “Carta di Gubbio”, dal nome della cittadina umbra dove si svolse il convegno, dal 17 al 19 Settembre 1960, si adombra il pericolo che per i centri antichi si stia preparando una vera emergenza, un assalto di proporzioni inaudite, che riportano alla memoria gli sventramenti degli anni ’50, per fermare i quali era stata costituita ItaliaNostra nazionale…. Consigliera nazionale ItaliaNostra
NOTE (1)- Patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici (Codice Urbani art.2,1).
 Codice Urbani, art.2,2: “Viene definito bene culturale ogni testimonianza avente valore di civiltà”.
(2) Costituzione Italiana, art.9 : “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio ed il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

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