Emergenza rifiuti: Ecco la mia soluzione in tre mosse (poco strategiche)


Seguendo un po’ quanto riportato dalla stampa, le varie trasmissioni ed inchieste, la miriade di informazioni che circolano sul web, ho tratto le mie conclusioni circa il problema rifiuti in Campania. Ho osservato che la stampa ufficiale, come anche le istituzioni tendono a mostrarci, quale unica soluzione al problema, quella dell’incenerimento come se il problema centrale fosse quello prodotto dai rifiuti Solidi Urbani.

Voglio invece partire da un preciso inquadramento del problema.

Innanzitutto va messo subito in chiaro un particolare importante e fondamentale, che cioè, il problema non ha una sola faccia che è quella che finisce sui giornali e nei telegiornali, sulla quale si continua a discutere e dibattere, costituita dai rifiuti solidi urbani che sono ammassati per le strade della Campania. Il problema è duplice. E ciò che è peggio è che la parte di cui si parla pochissimo è la reale causa di tanta emergenza per molti versi voluta e ricercata. Sto parlando della immane quantità di rifiuti tossici sversati in discariche abusive e legali. Disseminate un po’ ovunque. Problema di cui, fino a poche settimane fa sembrava esserne cosciente solamente la popolazione locale, in parte perché a conoscenza dei fatti, ed in larga parte perché allarmata dalle inevitabili conseguenze di malattie mortali che continuano a verificarsi con sempre maggiore intensità proprio nei luoghi in cui più dure sono state le proteste.

Questo è il reale dramma, questa è la vera emergenza a cui lo Stato (e nessun altro) deve porre rimedio. E’ da questo punto di vista che il potere politico e quello giudiziario devono fornire concrete risposte a quella parte di popolazione che nonostante tutto, ha continuato ad amare la propria terra, che si è prodigata nel disperato tentativo di costruire un futuro per se e soprattutto per i propri figli; che si è battuta per una legittima difesa del territorio. E queste risposte non possono che essere precedute da una vera e propria decapitazione di tutte le forme di potere corresponsabile di quanto tutti noi stiamo pagando. C’è bisogno, innanzitutto di una vera e propria “epurazione” di tutti coloro che avrebbero dovuto vigilare e non lo hanno fatto, di chi avrebbe dovuto gestire in maniera impeccabile l’emergenza ed invece lo ha fatto per puro interesse personale (sia economico che politico), di chi avrebbe dovuto condurre analisi serie e scientifiche, ed invece si è limitato a negare l’evidenza. A tutto ciò debbono poi seguire concrete prospettive di bonifica. Efficaci al punto da far rinascere la fiducia e la speranza in chi ormai i termini “Fiducia” e “Speranza” non sa neanche più cosa siano o cosa significhino.

 

Differente, invece l’approccio all’altra parte del problema, quello dei rifiuti solidi urbani. Un problema che nasce dal popolo e non può che essere affrontato dal popolo stesso attraverso una accorta e meticolosa raccolta differenziata spinta porta a porta, che miri al raggiungimento del fantomatico obbiettivo (raggiungibile in un decennio) “RIFIUTI ZERO” attraverso il riciclo, il riutilizzo, il compostaggio, il trattamento biologico a freddo, ecc (Vedi i risultati già raggiunti da altri paesi italiani in questo video).

Improponibile, visto lo stato di cattiva salute del territorio ma soprattutto vista l’impossibilità di poter dare ancora fiducia a chi della nostra fiducia ne ha fatto merce (ricambiandola con le più atroci malattie di questo secolo), la soluzione dell’incenerimento. Per quanto moderni ed efficaci i sistemi di sicurezza di queste “bombe ecologiche”, le loro, benché minime, emissioni andrebbero comunque a gravare su un territorio già di per se gravemente ammalato. Ma soprattutto perché la loro gestione verrebbe, inevitabilmente affidata nelle mani di chi ha tutto l’interesse a far si che le cose non vadano come dovrebbero.

In definitiva questa mia soluzione può essere riassunta in queste tre fondamentali regole:

  1. Epurazione e ripristino della affidabilità degli organi istituzionali di tutta la Regione da parte dello Stato Centrale;
  2. Impegno dei cittadini al raggiungimento dell’obbiettivo “Rifiuti Zero”;
  3. Impegno da parte delle autorità locali a mettere a disposizione della popolazione tutti gli strumenti e le risorse necessarie a garantire l’efficacia di una raccolta differenziata che possa raggiungere, senza impedimenti esterni, gli obbiettivo prefissati.

Così operando,

  • Non sarà prodotta materia prima per gli inceneritori che quindi sarà inutile costruire;
  • Nasceranno nuove opportunità occupazionali determinate dall’indotto del riciclo e del riuso;
  • Sarà molto più difficile far passare gli scarti industriali o rifiuti tossici in genere per RSU.
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